GIURIA MAYA-DESNUDA

La Biografia di : Azeglio Bertoni ,Emanuele Filini.Alfredo Gianolio, 

 

AZEGLIO BERTONI: è nato a Codisotto di Luzzara nel 1939. E’ uno scultore e un pittore.
Ha iniziato la sua formazione artistica a Parma, all’Istituto d’arte P.Toschi, dove si è diplomato.
I suoi maestri sono stati R. Vernizzi, A. Pinnizzato e U. Lilloni. Dapprima pittore, ha poi scoperto di seguito, che il modo più congeniale per esprimersi, era la scultura.
Dalle opere di Medardo Rosso trae quel modo di plasmare a piccoli tocchi, che ricorda tanto il dipingere, in seguito, da Giacomo Manzù impara la libertà della figura a tutto tondo, nella quale può più facilmente esprimere forti sensazioni.
Come scrive Marzio Dall’Acqua, di questo artista: “… l’uomo è al centro dell’opera di Azeglio Bertoni, l’uomo nella sua singolarità, unicità e poesia”.
Ha partecipato a diverse mostre, sia personali che collettive, in Italia e all’estero e molte sue sculture sono conservate in musei, gallerie ed enti pubblici.
Ha curato molte rassegne e ha fatto parte della giuria di molti concorsi.
 

EMANUELE FILINI: è nato il 1° maggio del 1938 a Reggio Emilia.
Si è sempre interessato e occupato d’arte fin dall’età di 15 anni, nonostante gli studi scientifici.
Ha avuto la fortuna di essere amico e di frequentare veri artisti nei loro ateliers, dove ha visto nascere molte delle loro opere migliori. Dagli artisti stessi ha imparato a seguire la genesi di un’opera d’arte, e come la si deve collocare nei vari capitoli della storia.
Contemporaneamente ha sempre studiato anche la grafica incisa, prima dei grandi maestri del passato, poi dei contemporanei.
Ha scritto alcune centinaia di articoli, d’arte, di costume, di sport, di politica, ha pubblicato da solo o in collaborazione con altri autori molti libri.
Ha scritto il NUOVO DIZIONARIO degli artisti reggiani.
Cura la rubrica  Arte & Cultura sul mensile Stampa Reggiana.
 

ALFREDO GIANOLIO:  avvocato, scrittore, giornalista critico d’arte, classe 1927, maestro di delicata ironia, amico e collaboratore di Cesare Zavattini e di tanti grandi artisti, con la sua appartata semplicità Gianolio occupa infatti un posto di primo piano nella vita pubblica reggiana.

Gianolio ha condensato molte delle sue esperienze umane e intellettuali in due libri – Pedinando Zavattini (Diabasis, 2005) e Vite sbobinate e altre vite (Incontri Editrice, 2008) – che rappresentano in qualche modo l’antecedente letterario al film “Il segno e la voce: VITA DA ARTISTA Il mondo di Alfredo Gianolio” diretto da Nicola Nannivecchia.

Un road-movie, un viaggio nel mondo dell’arte e della cultura emiliana dal dopoguerra ad oggi, tra le province di Reggio Emilia, Parma e Bologna.  Alfredo Gianolio ci guida alla scoperta del territorio e della gente attraverso racconti, opere e movimenti artistici nati in questa terra. Dal Po di Ligabue alla collina di Silvio D’Arzo, dalle osterie del Po dei pittori naifs ai luoghi contemporanei dell’arte e della cultura. In decine di incontri e conversazioni con artisti e personaggi carichi di fascino, il racconto autobiografico di Gianolio attraversa oltre sessant’anni dell’ultimo secolo, tra amarcord e analisi critica e porta alla luce preziosi repertori d’archivio in una speciale storia dell’arte.

Avvocato e poeta: ecco lo sdoppiamento che Gianolio osserva stupito al termine della sua biografia per immagini. La conclusione è autoironica, perfetta nello stile dell’uomo: “Sento in me queste due nature, ma come le ha descritte Stevenson in Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Soltanto che non so chi in me sia il losco individuo. Con tutta probabilità è il poeta, se così si può chiamare”.


 

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